A lungo considerato una tecnologia di nicchia, il solare galleggiante si sta affermando oggi come una soluzione promettente per accelerare la transizione energetica in Europa. Sebbene sia ormai considerata una tecnologia matura, il suo sviluppo nei diversi territori europei rimane una sfida importante, che richiede di sapersi muovere all’interno di un quadro normativo in continua evoluzione. Infatti, se l’Unione Europea stabilisce obiettivi comuni per favorire le energie rinnovabili, ogni Stato membro mantiene le proprie regole in materia di ambiente, autorizzazioni e sostegno economico.
Il solare galleggiante è raramente citato in modo specifico nei testi legislativi. Per gli sviluppatori, comprendere e anticipare le sue caratteristiche specifiche è quindi diventato un elemento chiave per il successo di un progetto. In questo contesto in continua evoluzione, adattabilità e capacità di anticipazione sono essenziali.
In questo articolo analizziamo il quadro normativo europeo comune e, successivamente, le differenze tra alcuni Paesi dell’Unione Europea, seguendo ogni fase dello sviluppo di un progetto fotovoltaico galleggiante.

Il quadro normativo europeo: 5 testi che influenzano il solare galleggiante
Per comprendere il quadro giuridico del solare fotovoltaico galleggiante in Europa, è necessario conoscere alcuni importanti testi normativi dell’Unione Europea.
La direttiva RED III
Il primo è la direttiva RED III (2023), che si applica a tutte le fonti di energia rinnovabile.
La direttiva introduce le “aree di accelerazione delle energie rinnovabili”, ovvero territori che gli Stati membri devono identificare come particolarmente adatti allo sviluppo delle energie rinnovabili. In queste aree, le procedure vengono semplificate e i progetti beneficiano di una presunzione di interesse pubblico prevalente.
Per il solare galleggiante, si tratta di un aspetto importante, poiché queste aree potranno includere anche corpi idrici.
La direttiva quadro sulle acque
La direttiva quadro sulle acque (codice direttiva?) è altrettanto importante. Essa impone di preservare il buono stato ecologico dei corpi idrici. In concreto, un progetto di solare galleggiante deve dimostrare di non compromettere la qualità dell’acqua, gli habitat acquatici o la biodiversità. Questo requisito costituisce la base per gli studi di impatto ambientale.
La direttiva sulla valutazione dell’impatto ambientale
La direttiva sulla valutazione dell’impatto ambientale (VIA) completa questo quadro. A seconda delle loro dimensioni e dei potenziali impatti, i progetti sono sottoposti a una valutazione caso per caso oppure a uno studio completo di impatto ambientale, spesso a volte accompagnato da una consultazione pubblica, per analizzarne gli eventuali impatti ed individuare eventuali mitigazioni.
Il regolamento sul ripristino della natura
Più recentemente, il regolamento sul ripristino della natura ha ulteriormente rafforzato la protezione degli ecosistemi, in particolare di quelli acquatici. Sebbene non vieti il solare galleggiante, aumenta i requisiti ambientali da dimostrare durante la valutazione dei progetti.
E per il solare galleggiante offshore?
Per i progetti realizzati in mare, la direttiva sulla pianificazione dello spazio marittimo organizza la distribuzione dei diversi utilizzi dello spazioe superfici marine, compreseo quello per le energie rinnovabili, con l’obiettivo di evitare conflitti tra le attività.
Natura 2000
Un progetto di solare galleggiante non è automaticamente vietato in queste aree, ma deve dimostrare che non avrà effetti significativi sulla conservazione di specie e habitat significativi per quello specifico sito. Gli Stati membri possono tuttavia adottare norme più restrittive. La Grecia, ad esempio, esclude i corpi idrici situati all’interno delle aree Natura 2000 dal proprio quadro di sviluppo del solare galleggiante.
Le aree Natura 2000 sono siti naturali designati per preservare habitat e specie rappresentativi della biodiversità europea. Gli habitat e le specie interessati sono definiti negli allegati delle direttive europee “Uccelli” e “Habitat”, che costituiscono il quadro normativo della rete Natura 2000 e beneficiano di una protezione specifica.

Un tour delle normative europee per lo sviluppo di un progetto di solare galleggiante
La ricerca e la messa in sicurezza dei terreni: l’esempio della Croazia
Prima di avviare le procedure di autorizzazione, un progetto deve assicurarsi la disponibilità delle aree su cui si sviluppa. Tuttavia, non esiste un’armonizzazione europea in materia di disponibilità dei terreni e dei corpi idrici. Ogni Stato applica le proprie regole, obbligando gli sviluppatori ad adattare la propria strategia a ciascun Paese. Le difficoltà possono quindi essere numerose:
- catasti talvolta incompleti o insufficientemente digitalizzati;
- situazioni di comproprietà derivanti da successioni successive;
- regimi di proprietà pubblica molto diversi da un Paese all’altro.
Queste differenze rappresentano le prime fonti di incertezza nello sviluppo di un progetto. La Croazia illustra perfettamente questa specificità. Una parte significativa dei terreni appartiene allo Stato, che li valorizza principalmente attraverso contratti di locazione di lunghissima durata, che possono arrivare a diversi decenni. Questi contratti garantiscono sicurezza giuridica per tutta la loro durata. Tuttavia, l’identificazione dell’interlocutore competente dipende dallo status del terreno. A seconda dei casi, le procedure devono essere avviate direttamente presso lo Stato oppure presso il titolare del contratto di locazionedi una eventuale concessione.
Si aggiungono inoltre specifiche procedure di assegnazione, rendendo necessaria una buona conoscenza del quadro amministrativo nazionale prima di qualsiasi insediamento.
Specificità diverse, diverse da Stato a Stato, si hanno anche se il bacino è privato.
Gli studi ambientali in Francia
In Francia, il fotovoltaico galleggiante non dispone ancora di un quadro normativo specifico ed è attualmente ricondotto alla categoria degli impiati “a terra”. I progetti devono quindi rispettare diverse normative anche per aspetti non pienamente attinenti, come il consumo di suolo o la preservazione delle colture agricole. Questa complessità può allungare i tempi di sviluppo.
Quando un corpo idrico si trova in una zona agricola o naturale, può essere necessaria anche una modifica del piano urbanistico locale o della carta comunale prima ancora di poter presentare una domanda di autorizzazione. Una procedura che può richiedere diversi mesi o addirittura diversi anni.
La legge APER — legge francese sull’accelerazione della produzione di energie rinnovabili , adottata nel marzo 2023- ha semplificato alcune procedure nelle aree agricole per accelerare lo sviluppo di impianti rinnovabili, ma rimangono vincoli significativi nelle aree naturali. Lo sviluppo di un progetto di fotovoltaico galleggiante richiede quindi di anticipare molto presto le norme locali applicabili al sito prescelto.


Ottenere le autorizzazioni necessarie: il caso della Germania
In Germania, lo sviluppo del solare fotovoltaico galleggiante si basa su regole molto precise.
La legge federale sulle acque (WHG, articolo 36) limita i progetti ai corpi idrici artificiali o fortemente modificati, sulla base di due criteri molto rigidi: i pannelli non possono coprire più del 15% della superficie del corpo idrico e devono rimanere ad almeno 40 metri dalle sponde.
Questo quadro presenta un vantaggio: gli sviluppatori possono determinare rapidamente se un sito è compatibile con la normativa e stimare il potenziale del progetto già nelle prime fasi di studio. D’altra parte, questi limiti riducono significativamente il numero di siti utilizzabili.
Queste restrizioni specifiche incidono infatti sulla fattibilità economica dei progetti. I responsabili dei progetti tendono quindi a concentrarsi su poche iniziative concentrate solo su bacini di grandi dimensioni, trascurando altrii corpi idrici potenzialmente adatti.
Secondo diverse analisi, tra cui quelle del Fraunhofer ISE, questa scelta normativa consente da una parte di regolamentare lo sviluppo del solare galleggiante riducendo dall’altra una parte del potenziale disponibile in Germania.
Germania WHG § 36 : https://www.gesetze-im-internet.de/whg/__36.html
La normativa come leva di accelerazione in Italia
In Italia, l’approccio è quasi opposto a quello tedesco. Il Paese punta su procedure autorizzative semplificate (PAS) per accelerare lo sviluppo del solare fotovoltaico galleggiante a determinate condizioni. Queste procedure si applicano ai progetti fino a 10 MW installati su corpi idrici artificiali, come bacini, vasche di irrigazione o laghi di cava, anche quando le cave sono ancora in attività.
Oltre alle procedure amministrative, l’Italia sostiene anche la redditività dei progetti. Il decreto FER 2, adottato nel 2024, prevede infatti tariffe di sostegno dedicate al solare galleggiante di circa 75 €/MWh, che possono raggiungere quasi 90 €/MWh per gli impianti di dimensioni più ridotte. Verificate con Michele Veronesi
Questa combinazione fa dell’Italia uno dei mercati europei più favorevoli allo sviluppo del solare galleggiante sull’acqua.
Per saperne di più: https://www.tedioli.com/en/floating-photovoltaics-italy-challenges-prospects/
Una rete elettrica congestionata che rallenta lo sviluppo dei progetti: l’esempio dei Paesi Bassi
I Paesi Bassi sono tra i pionieri del solare galleggiante in Europa, con uno dei primi grandi parchi fotovoltaici galleggianti del continente, da 27,4 MW, installato nel 2020. In un Paese in cui la disponibilità di terreni è limitata dall’elevata densità abitativa, il solare galleggiante rappresenta una soluzione interessante, perché permette di produrre energia rinnovabile preservando il territorio.
Il Paese si trova tuttavia oggi ad affrontare una rete elettrica congestionata. Nella maggior parte delle regioni, i nuovi progetti devono attendere che si liberi capacità di connessione alla rete prima di poter essere sviluppati. Questo problema riguarda gran parte dell’Europa.
Le liste d’attesa per la connessione alla rete continuano ad allungarsi, talvolta a causa di progetti ancora in una fase iniziale che riservano una capacità di rete. Per affrontare questo problema, la Commissione Europea intende dare priorità ai progetti più maturi, piuttosto che a quelli che hanno semplicemente presentato per primi la propria domanda.
Per saperne di più: https://www.raponline.org/wp-content/uploads/2024/01/RAP-Pato-Netherlands-gridlock-2024.pdf
La vendita dell’elettricità: l’esempio del Regno Unito
Nel Regno Unito, il principale meccanismo di sostegno alla produzione di elettricità rinnovabile è il Contract for Difference (CfD). Il principio è semplice: lo Stato garantisce un prezzo di vendita dell’elettricità per un lungo periodo. Se il prezzo di mercato è inferiore al prezzo garantito, lo Stato versa la differenza al produttore. Al contrario, se il prezzo di mercato è superiore, il produttore restituisce allo Stato la differenza. Questo sistema offre una maggiore visibilità finanziaria agli sviluppatori e facilita il finanziamento dei progetti.
Nel 2025, il Regno Unito ha pubblicato la propria Solar Roadmap, fissando un obiettivo di 45-47 GW di capacità solare entro il 2030, rispetto a circa 19 GW a metà del 2025. Il documento identifica inoltre il solare galleggiante come una tecnologia da sviluppare. Per il momento, il solare galleggiante non beneficia di una categoria specifica all’interno del meccanismo CfD. Il prezzo di esercizio amministrativo della prossima asta è fissato a 75 £/MWh per il solare fotovoltaico, ma attualmente non esiste una tariffa specifica per il solare galleggiante.
Il governo sta tuttavia valutando la creazione di una categoria dedicata al solare galleggiante, al fine di tenere maggiormente conto dei suoi costi più elevati. Se adottata, questa evoluzione potrebbe migliorare la redditività dei progetti. Per il momento, tuttavia, rimane allo studio.
UK Solar Roadmap 2025 : https://assets.publishing.service.gov.uk/media/685d6e483e6b7941f4e00afb/35.87_DESNZ_UK_Solar_Roadmap_final.pdf

Tutto può cambiare: l’importanza e l’influenza del contesto politico sullo sviluppo del solare galleggiante
Per il solare galleggiante, conoscere la normativa attuale non è sempre sufficiente. Le regole possono evolvere in seguito a cambiamenti politici, votazioni parlamentari o decisioni che tengono conto dell’equilibrio tra energia, agricoltura e altre priorità pubbliche. Questi cambiamenti possono creare nuovi vincoli, ma anche aprire nuove opportunità.
Norme ancora in evoluzione
L’attuazione della RED III ne è un buon esempio. Ogni Stato membro deve definire le proprie aree di accelerazione delle energie rinnovabili secondo un calendario e criteri propri. La mappa dei territori favorevoli allo sviluppo dei progetti è quindi ancora in evoluzione, Paese per Paese.
Un voto può cambiare rapidamente lo scenario
La Francia ne ha fornito un esempio nel giugno 2025.
Un emendamento che proponeva una moratoria sulle nuove installazioni eoliche e fotovoltaiche è stato approvato dall’Assemblea nazionale, prima che il testo nel suo complesso venisse infine respinto pochi giorni dopo.
La moratoria non è quindi stata mantenuta, ma l’episodio ha dimostrato come una votazione possa modificare rapidamente le prospettive di un settore, anche in un mercato in cui la filiera è già ben radicata.
I cambiamenti politici possono anche aprire nuovi mercati
Al contrario, un cambiamento politico può anche sbloccare un mercato.
In Polonia, le restrizioni imposte all’eolico onshore dal 2016 sono state progressivamente allentate a partire dal 2023.
Nel Regno Unito, il cambio di governo del 2024 ha inoltre contribuito a rimuovere alcune delle restrizioni che frenavano lo sviluppo dell’eolico terrestre e a rilanciare la dinamica delle energie rinnovabili.
Più recentemente, nel contesto del conflitto in Medio Oriente, il primo ministro britannico Keir Starmer ha sottolineato l’importanza di sviluppare le energie pulite nel Regno Unito per ridurre la dipendenza dai mercati internazionali e rafforzare la sicurezza e l’indipendenza energetica.
Un vincolo può diventare un’opportunità
Infine, gli equilibri tra lo sviluppo delle energie rinnovabili e gli altri utilizzi del territorio possono favorire il solare galleggiante. In Italia, il rafforzamento delle restrizioni sul fotovoltaico a terra nelle aree agricole nel 2024 ha aumentato l’interesse verso altre superfici, in particolare i corpi idrici.
La vera domanda, quindi, non è soltanto: “Qual è la regola oggi?”, ma anche: “Quale sarà la regola tra tre anni, quando il mio progetto verrà esaminato?” Per un progetto di solare galleggiante, il monitoraggio normativo e politico rappresenta quindi sia uno strumento di gestione del rischio sia un mezzo per individuare nuove opportunità.
In Laketricity, l’anticipazione è una priorità
In un mercato in cui le normative evolvono regolarmente, conoscere le regole non è sufficiente.
Per sviluppare un progetto di solare fotovoltaico galleggiante in Europa, è necessario anche anticipare i cambiamenti, identificare i rischi e cogliere le opportunità.
Presente in Francia e in Italia e attiva in Belgio, Laketricity monitora attentamente l’evoluzione normativa e politica, i progetti di legge e le consultazioni pubbliche.
L’azienda dialoga inoltre in anticipo con le autorità e i gestori della rete per adattare i propri progetti nel modo più efficace possibile al contesto locale.
“Un quadro che evolve continuamente non è un ostacolo, ma un dato di partenza. Il nostro lavoro consiste nel cogliere i segnali deboli […] e adattare la nostra strategia prima che la normativa cambi, non dopo”, spiega Marine Collantes, responsabile dello sviluppo internazionale di Laketricity.
Aggiunge:
“Su ogni nuovo mercato, partiamo dalla normativa prima ancora che dalla tecnologia: comprendere chi autorizza il progetto, chi lo connette alla rete, chi acquista l’elettricità e come tutto questo può cambiare. È questo lavoro di anticipazione che trasforma un contesto in evoluzione in un vantaggio competitivo.”
Questa capacità di anticipazione guida anche la scelta dei siti e la progettazione degli impianti, al fine di limitare i rischi legati all’evoluzione normativa ed economica. Il quadro normativo del solare galleggiante in Europa continuerà a evolversi.
Per gli sviluppatori, la capacità di anticipare questi cambiamenti sarà quindi essenziale per mettere in sicurezza i progetti e cogliere le nuove opportunità.
Autore : Lou-Ann Gavignet